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AI Festival Milano 2026: dall’Agentic Era alla Physical AI, la sfida è l’esecuzione

Data
27 Gennaio 2026
Autore
e-Novia Editorial Team
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Il 21 e 22 gennaio 2026, presso l’Università Bocconi di Milano, AI Festival ha dedicato la sua edizione al tema “Empowering the Agentic Era”: un concetto per cui l’Intelligenza Artificiale evolve verso sistemi più autonomi, capaci di collaborare in modo proattivo e di assumere ruoli sempre più operativi.

Il punto che l’evento ha reso evidente, attraverso varie prospettive che spaziano dal business alla tecnologia fino alla governance, è che l’AI non può più essere letta come un semplice upgrade digitale. È una trasformazione che richiede scelte intenzionali: su architetture, responsabilità, competenze, dati e finalità.

In questo contesto, e-Novia ha partecipato con un posizionamento preciso: Physical AI. Lavoriamo sull’AI quando deve essere integrata in sistemi fisici e industriali, dove software e hardware devono funzionare insieme in modo affidabile e sicuro: sensoristica, embedded, vincoli real-time, safety, design di prodotto, integrazione nei processi. È qui che l’AI passa da dimostrazione a capacità replicabile.

Dal potenziale alle applicazioni: una conferma, non una scoperta


Uno dei messaggi più ricorrenti emersi durante la due giorni è il superamento della fase “esplorativa”: l’AI non è più solo potenziale, ma una tecnologia che impone scelte architetturali, organizzative e culturali.

Per e-Novia è una conferma di un’evidenza operativa: il vantaggio competitivo raramente dipende dal modello in sé. Dipende dalla capacità di trasformare l’AI in capacità operative, misurabili e governabili. In pratica significa:

  • progettare l’architettura end-to-end (non solo il componente AI), includendo osservabilità, verifiche e fallback;
  • riprogettare workflow, ruoli e responsabilità, perché l’AI agentica entra nei processi e modifica il modo in cui si decide;
  • investire in competenze e routine, per garantire qualità e continuità nel tempo.

In altre parole, l’adozione non è un esercizio tecnologico: è una scelta di execution.

Imprese e mercato: l’AI sta diventando infrastruttura


Il confronto con aziende e attori dell’ecosistema ha rafforzato un punto: l’AI sta assumendo una dimensione sempre più infrastrutturale e competitiva. Il tema non è “se” adottarla, ma “come” farlo in tempi compatibili con le pressioni di mercato: competenze, integrazione, scalabilità, sicurezza e sostenibilità economica.

Da questo punto di vista, l’opportunità per l’Italia è concreta, a condizione di accelerare su adozione e capacità di industrializzazione, non solo su sperimentazione e proof-of-concept.

Il contributo e-Novia: Physical AI come disciplina di sistema


L’era agentica rende ancora più centrale una distinzione spesso trascurata: un conto è integrare AI in un software; un altro è farla operare in contesti fisici, dove il sistema deve rispettare vincoli non negoziabili.

Per e-Novia, Physical AI significa progettare sistemi in cui contano contemporaneamente:

  • percezione (sensoristica, visione, sensor fusion),
  • controllo e real-time (embedded, safety, vincoli energetici),
  • algoritmi (planning, autonomia, decisione),
  • progettazione di prodotto (UX, affidabilità, manutenzione),
  • integrazione nei processi (deployment, monitoraggio, compliance).

È su questa integrazione che si misura la differenza tra un prototipo e una soluzione industrializzabile.

Due esempi concreti: YAPE e Weart


All’evento abbiamo portato esempi che rendono tangibile cosa significa Physical AI.

YAPE: un drone di terra per la consegna dell’ultimo miglio, in cui autonomia e operatività dipendono dall’integrazione tra percezione (sensoristica), controllo (embedded) e algoritmi, con vincoli reali di sicurezza e contesto. È un caso in cui la qualità non si misura solo in accuratezza, ma in robustezza del comportamento in ambienti dinamici.

YAPE, robot terrestre autonomo sviluppato da e-Novia, esposto all’AI Festival 2026 in Università Bocconi a Milano come esempio di Physical AI per l’ultimo miglio.

Weart: guanti aptici che abilitano feedback tattile su repliche digitali e simulazioni. Un tassello rilevante per use case come training industriale e validazione in ambienti virtuali, dove la qualità dell’interazione, fedeltà, latenza, coerenza, diventa un requisito di prodotto, non un dettaglio.

Tecnologie diverse, stessa sfida: trasformare AI + hardware in sistemi affidabili, utilizzabili e integrabili.

Agentic AI e venture building: lo speech di Federico Moro (e-Novia)


All’interno dell’Innovation Arena, Federico Moro, Head of e-Novia Venture Studio, ha portato un punto di vista operativo su un tema molto concreto: cosa cambia nei processi e nelle persone quando l’Agentic AI entra nel venture building.

Federico Moro, Head of Venture Studio di e-Novia, durante lo speech su Agentic AI e venture building all’AI Festival 2026 in Università Bocconi a Milano.

La tesi è chiara: gli agenti possono aumentare significativamente velocità e ampiezza del lavoro nelle fasi iniziali, dalla generazione di insight alla strutturazione della validazione, ma il valore non arriva “in automatico”. Arriva quando l’adozione è progettata come un sistema di lavoro, con regole e responsabilità definite.

In particolare, l’accelerazione diventa sostenibile solo se si costruiscono tre elementi:

  • Criteri chiari di qualità e verifica, per distinguere rapidamente ciò che è utile da ciò che è solo plausibile;
  • Ownership delle decisioni, perché l’Agentic AI può supportare (e talvolta proporre), ma la responsabilità resta in capo al team;
  • Routine operative e governance, per integrare l’AI nei workflow senza perdere tracciabilità, coerenza e controllo.

Il punto, in sintesi, è che l’Agentic AI non sostituisce il metodo: lo rende ancora più necessario. Senza questi presidi, l’aumento di velocità rischia di generare più output, ma non decisioni migliori, e nelle fasi early-stage questo costo si paga in modo immediato.

Governance, responsabilità e impatto: la tecnologia non è neutra


AI Festival ha dedicato spazio significativo anche a governance, diritti e responsabilità: protezione dei dati, sovranità digitale, accountability. Sono temi che diventano inevitabili quando i sistemi aumentano autonomia e influenza sui processi.

In parallelo, la discussione su impatto e sostenibilità ha ribadito un punto essenziale: l’effetto dell’AI sul mondo reale dipende da come i sistemi vengono progettati—dati, infrastrutture, obiettivi—e da quali conseguenze producono. Non è una questione di intenzioni, ma di scelte progettuali e misurazione.

Quando l’AI diventa esecuzione


AI Festival 2026 ha confermato che l’AI sta evolvendo verso modelli di utilizzo più autonomi e operativi. In questo scenario, la differenza la fa la capacità di passare dalla sperimentazione a sistemi affidabili e integrabili.

È esattamente qui che si colloca il posizionamento di e-Novia: Physical AI, ovvero l’industrializzazione dell’AI nel mondo reale, dove algoritmi e hardware devono funzionare insieme, in sicurezza, con vincoli concreti e obiettivi misurabili.

Scopri come e-Novia supporta imprese e ricercatori nell’adozione di tecnologie Physical AI.

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